Da lontano Sovicille appare come una piccola isola immersa nel verde dei boschi. Avvicinandosi al paese, balza agli occhi l’imponenza del palazzo Nuti-Palmieri, ora Lechner, con la sua elegante scalinata che scende verso il parco. L’andamento curvilineo del palazzo settecentesco, dimostra che fu edificato sulla cinta muraria esistente intorno al paese. Anche oggi è ben visibile l’ultima cerchia perimetrale (che risale al 1479) oltre che nel palazzo, nei tratti di mura rimasti ad ovest ed in altri edifici costruiti sulle mura stesse. La struttura del nucleo antico di Sovicille, a forma ellittica, denota la sua origine etrusca. Infatti questo popolo, e successivamente i romani, fondavano i loro villaggi sullo spartiacque delle colline per scopi difensivi e per evitare inondazioni e malaria. Il nome Sovicille, secondo alcuni storici potrebbe significare “Suavis locus ille” (quel soave luogo), ma la tesi più accreditata lo fa derivare dal greco sukon-siconio (fiore del fico), in latino sofficum. In tale luogo, infatti, crescevano molte piante di fico e il primo nome che troviamo di questo antico castello in un documento dell’Archivio di Stato di Siena, datato 1004, è Suffichillum. Il centro storico di Sovicille ha conservato le dimensioni che aveva nel ‘300, senza espandersi ulteriormente, perché nel corso dei secoli ha subito guerre, incendi e numerose pestilenze. La più tragica fu la peste nera del 1348 che da maggio ad agosto decimò la popolazione, come successe anche a Siena. Entrati in paese ed osservando l’andamento curvilineo di via Roma e le antiche pietre del palazzo con il civico 27 (attuale sede della Pro Loco), si può intuire benissimo che le case sulla destra corrispondono alla prima cinta muraria dell’antico castello medievale. Il palazzo con il civico 30 è stato eretto nel XVII secolo come palazzo pretorio. Lo stemma araldico posto sul lato sinistro di detto palazzo è delle famiglie Niccolini e Fortini, tra i primi podestà giunti a Sovicille dopo la caduta della Repubblica di Siena (1555). Al numero civico 26, l’edificio con gli archi a tutto sesto, ora richiusi, risale al XVI secolo. All’inizio di via Valfonda è ben evidente un loggiato, fortunatamente integro, dei primi decenni del XVI secolo, progettato da Baldassarre Peruzzi. Giunti sulla piazza possiamo notare la sua forma rettangolare. Ciò fa ipotizzare che nell’alto medioevo l’incastellamento fatto al tempo dei romani, fosse riutilizzato anche dai longobardi, che usavano costruire quattro torri agli angoli del quadrilatero, con le antiche strade “cardo e decumano” che si incrociavano ad angolo retto. Queste vie sono ovviamente scomparse, ma una è rintracciabile nel vicolo accanto alla chiesa (ora chiuso da una abitazione) e sulla Porta Senese ad est, attualmente di proprietà privata. Delle antiche torri restano tracce nei documenti e nella base del campanile. Nel 1864 fu abbattuta l’ultima torre nel luogo dove è costruito l’attuale Palazzo Municipale. I più antichi palazzi sono quello a nord, con resti duecenteschi (una colonna di sostegno visibile all’interno del Bar), quello adiacente al Palazzo Comunale e l’altro grande, di fronte. Vicino a questo notiamo un palazzo con i loggiati richiusi che risale al XVIII secolo, ricostruito probabilmente su disegni peruzziani. Sotto la piazza esistono cunicoli scavati nella roccia in epoca medievale che servivano per sfuggire agli assedi. Al posto del Monumento ai Caduti, fino agli anni ‘20, esisteva un pozzo-cisterna per l’approvvigionamento idrico del paese. I negozi della piazza, fino alla metà del secolo scorso, erano stalle per asini e muli, poiché Sovicille era un paese di carbonai, boscaioli e barrocciai.